Requiem per il Biferno
Semplicemente disgustati. Uno 0 a 5 con il Campobasso 1919 che non ammette discussioni. Questo è l'atto finale di una squadra che non c'è più, altro che campagna acquisti; qui scappano tutti.
fonte quotidiano del molise. GUARDIALFIERA. L’ultima sgambata prenatalizia il Campobasso 1919 di Francesco Farina l’ha fatta a Guardialfiera, scegliendosi come involontario sparring-partner proprio il locale Biferno. E L’allenamento, pardon, il match, è finito con una goleada rossoblù. Lo squadrone campobassano è infatti risultato fuori portata per gli uomini di Pippo Marrone, finiti ben presto travolti dalla furia agonistica messa in campo dall’avversario. La ferita che i Lupi Molinaro hanno lasciato nel morale della truppa di Farina dopo il derby della passata settimana era ancora sanguinante, e la voglia che quest’ultima aveva di rilanciarsi era palpabile sin dal riscaldamento prepartita. A farne le spese è stato quindi il modestissimo Biferno visto ieri che per ben cinque volte ha dovuto inchinarsi alla supremazia del proprio dirimpettaio. La manita finale è dunque il frutto di un completo predominio della formazione ospite che è durato dal primo al 90° minuto, eccezion fatta per due breack bifernini di Zara (traversa al 38’) e di Garzarella al 61’ che ha permesso a Guerra di entrare a fare parte, per pochi secondi, della partita. Antenucci, invece, è stato obbligato a calarsi nel ruolo dell’attore protagonista, e se il passivo della squadra di casa si è “limitato” a cinque reti, gran parte del merito dev’essere proprio ascritto a questo portierone senza età. Nella prima metà tempo, infatti, l’undici rossoblù ci ha provato da tutte le posizioni: due volte su azioni manovrate, che hanno portato alle segnature di Zurlo al 18’ e di Fusco in chiusura di tempo, un’altra volta con un tiro dalla distanza dello stesso Zurlo che si è stampato sulla traversa, e infine coi vari tentativi dal limite finiti fuori di pochissimo. E lo show rossoblù si è protratto anche nella seconda frazione, per la disperazione dei padroni di casa. Passano infatti sei minuti dall’inizio della ripresa e Del Gesso è costretto ad utilizzare le maniere forti per fermare Cappelletti lanciato a rete. Monaco da il rigore ma, stranamente, non sancisce l’espulsione del giocatore. Lepre, dal dischetto, prova la conclusione angolata, Antenucci intuisce e respinge, ma Lepre, avventatosi come un falco sulla sfera di ritorno, non sbaglia il tap-in. Ma non finisce qui. Neanche il tempo di riportare la palla al centro del campo che per gli azzurri di casa è di nuovo buio, perché alla collezione campobassana di reti giunte da ogni angolo del fronte d’attacco manca ancora quella proveniente dalla bandierina, ma basta chiedere: il corner è di Zurlo e l’incornata vincente è di Pignataro, lasciato in splendida solitudine e libero di staccare e di punire per la quarta volta il povero Antenucci. Ma può un organico che attacca con cinque effettivi non vincere anche la sfida dei legni colpiti? Certo che no, e anche in questa speciale classifica è Fusco (74’) a centrare “il palo vincente”. Agli uomini di Farina mancherebbe, per completare la parrure, un rigore negato, ma niente paura, abbiamo anche questo: Cappelletti abbatuto in area bifernina allo scadere e direttore di gara che lascia correre. La gemma finale, invece, dovrebbe essere rappresentata dal golazo, dalla prodezza balistica, dall’azione che ripaga, tutti, del prezzo del biglietto. A colmare anche quest’ultima lacuna ha pensato Fusco in pieno recupero, con una sforbiciata d’alta scuola che ha fissato il punteggio sullo 0 – 5 conclusivo.

