Contado del Molise
LogoL'idea dei Parchi Letterari, nata alla fine degli anni Ottanta per impulso della Fondazione Ippolito Nievo, si è sviluppata e ampliata al Mezzogiorno d'Italia a seguito di una Sovvenzione Globale della Commissione Europea e attraverso l'azione di IG-Sviluppo Italia, della stessa Fondazione Nievo e del Touring Club Italiano. La premessa, in sè, è semplice: esistono nel nostro Paese tesori di cultura - arte, storia, paesaggio, tradizioni, sapori - a cui scrittori, drammaturghi e poeti hanno attinto nelle loro opere descrivendoli o semplicemente esprimendoli nell'invenzione letteraria. Perchè non svolgere all'indietro il filo di quell'ispirazione dipanandolo dalle opere ai luoghi, dalle evocazioni alle cose, dalle suggestioni alle emozioni legate a un'esperienza di visita concreta? Come tutti i progetti quello dei Parchi Letterari nel Mezzogiorno d'Italia è una sfida che vive di tensioni. Parte da concetti che si direbbero astratti come "evocazione", "atmosfera", "filtro letterario" e intende coniugarli in termini di organizzazione, flussi turistici, conoscenze, lavoro. Vuole usare, in una parola, la cultura come risorsa e ricchezza. Da questo punto di vista, i 16 Parchi Letterari rappresentano altrettante consapevoli scommesse. Da Guida ai Parchi Letterari nel Mezzogiorno. Ambiente, culture e tradizioni sulle tracce dei grandi scrittori. La gestione della Sovvenzione Globale Parchi Letterari ha rappresentato per Imprenditorialità Giovanile, oggi Sviluppo Italia, una grande opportunità di sperimentare nuove formule di promozione e animazione del territorio, finalizzata alla creazione di imprese e di lavoro autonomo. Il percorso messo a punto, cha ha portato alla creazione di una rete di sedici Parchi Letterari, si è rivelato vincente. Si è riuscito a coinvolgere in fase di progettazione ed oggi di realizzazione soggetti pubblici e privati. L'ambiente, la storia e la cultura, legati strettamente l'uno all'altro, si stanno trasformando in opportunità di sviluppo e, soprattutto, di impresa. Sono, infatti, circa 200 le nuove giovani imprese (individuali e non) che lavoreranno con e per i Parchi Letterari. Il turismo culturale è, infatti, un settore con grandi aspettative di crescita e sicuramente aperto all'innovazione. La sovvenzione Parchi Letterari si è, in conclusione, rilevata un modello di sviluppo locale di successo sicuramente replicabile in altri contesti. Carlo Borgomeo - Amministratore Delegato Sviluppo Italia La salvezza del paesaggio, cioè di quella prima forma di rapporto stabile e convergente che ha costituito l'incontro tra cultura e natura, è oggi una frontiera che percorre tutti i luoghi che abitiamo, partendo dall'uscio di casa - e a volte ancor prima - e concludendosi in quella fusione tra estetica ed economia che è uno dei rovelli sociali più discussi oggigiorno. L'uomo oggi è un naufrago di ricchezza, una macchina culturale disordinata che perde spesso l'equilibrio necessario verso la misura minima di natura in cui deve vivere. Quel che più ci frastorna è in nostro stesso agire razionale per tirarci d'impaccio in quei frangenti. Proponiamo spesso oneste trasformazioni appoggiandoci a tecniche e esperienze ragionevoli ma poco profonde. Questo non è un problema verso cui possiamo proporre parametri precisi, questo è un problema profondo che sarà risolto- se mai possibile farlo - e che comunque certamente troverà la sua sede più "planetaria" se troveremo un filo d'Arianna con i nostri strati comportamentali più fondi. In questo senso i Parchi Letterari sono una scialuppa sul mare tempestoso della vita d'oggi, per salvare e preservare la qualità del territorio che abitiamo, nei casi in cui questi luoghi abbiano già avuto un incontro con un grande poeta o scrittore della nostra letteratura. Il luogo può essere un prato, una valle, ma anche nel paesaggio urbano, una casa, una cucina, una stanza, dove un grande autore abbia avuto l'ispirazione a immortalare questo luogo, a farlo entrare nella storia letteraria che più o meno tutti apprendiamo a scuola, anche se poi generalmente dimentichiamo. E' il tempio dell'ispirazione, che va conservato come è ancora - se è ancora - tale e quale al giorno in cui diventò parte di un libro famoso. L'Unione Europea sembra aver compreso che i Parchi Letterari possono anche essere un'occasione per una nuova economia basata sulla cultura della memoria e dell'identità. I sedici Parchi Letterari che al Sud d'Italia hanno intrapreso il loro percorso, attesi da un antico destino, rappresentano una speranza vera. Stanislao Nievo - Presidente della Fondazione Ippolito Nievo I sedici Parchi Letterari:
1. Parco Letterario "Lo Cunto de li Cunti";
2. Parco Letterario "Giordano Bruno";
3. Parco Letterario "Horcynus Orca";
4. Parco Letterario "Ettore Fieramosca;
5. Parco Letterario "Grazia Deledda";
6. Parco Letterario "Francesco De Sanctis";
7. Parco Letterario "Old Calabria. Norman Douglas e i viaggiatori del Grand Tour";
8. Parco Letterario "Francesco Jovine. Il contado del Molise" ora scomparso;
9. Parco Letterario "Formichiere di Puglia";
10. Parco Letterario "Carlo Levi";
11. Parco Letterario "L'isola di Arturo";
12. Parco Letterario "Isabella Morra";
13. Parco Letterario "Luigi Pirandello. Nel Cerchio del Caos";
14. Parco Letterario "Salvatore Quasimodo. La terra impareggiabile";
15. Parco Letterario "Giuseppe Tomasi di Lampedusa";
16. Parco Letterario "Vesuvio: da Plinio a Leopardi, scritture dalla terra del fuoco".
Il Parco Letterario "Francesco Jovine. Il contado del Molise"
Il filo conduttore del Parco Letterario intitolato a Francesco Jovine è il racconto della civiltà contadina: la fatica del lavoro nei campi, la religiosità combinata alla magia, il sapere manuale, il sapore dei cibi. All'occhio del viaggiatore attento il Molise conserva intatte sensazioni di antico, e i suoni, i colori, le cose, la natura - preservati dall'isolamento - sembrano in molti luoghi assai simili a quelli descritti da Jovine. Nelle parole dell'Autore: (Nel Molise)passato e presente, natura e sviluppo ancora convivono ai riparo dalla confusione [...] La terra, anche se genuina, è sostanzialmente incontaminata. Non è di quelle che illudono a prima vista. Basta però una breve sosta e subito l'aria pura, i colori tenui, i riflessi leggeri, le vocazioni culturali, l'afflato umano della gente catturano ogni visitatore e lo rendono protagonista di scoperte personali da raccontare... Sono questi, forse, i caratteri che fanno amare il Molise a chi ha imparato a conoscerlo; queste, certamente, le suggestioni di fondo che fanno da cornice al Parco Letterario legato all'opera di Francesco Jovine.Tra lirismo e verismo - Francesco Jovine nacque il 9 ottobre 1902 nel borgo di Guardialfiera, antichissima sede di diocesi su un poggio alla riva sinistra del Biferno, e al suo paese fu sempre tenacemente legato. Dal 1923 vi insegnò, dopo aver vinto il concorso magistrale. Trasferitosi a Roma, si laureò nel 1929 e cinque anni dopo pubblicò il suo primo romanzo, Un uomo provvisorio. Scuola e letteratura furono gli impegni della vita. Dal 1937 lavorò come maestro a Tunisi; al rientro in Italia, nel 1949, si dedicò più regolarmente all'attività giornalistica e narrativa. Nel 1941 scrisse la corrispondenza dal Molise sulle pagine de Il Giornale d'Italia e terminò il romanzo Signora Ava. Durante la guerra restò a Roma e partecipò alla Resistenza. Al breve volgere di anni dal 1945 al 1950, quando la morte lo colse a Roma, risalgono gli altri volumi e racconti, in particolare Il pastore sepolto e L'impero in provincia. L'ispirazione di Jovine fu sempre legata al Molise, all'antica civiltà contadina isolata e quasi sospesa nel tempo, insieme abbandonata e intensamente vissuta, agitata dalle vicende della storia e avvolta nell'atmosfera immobile del mito. L'interesse sociale e morale verso gli umili, i loro conflitti, il loro destino si mescola a motivi autobiografici e a favolosi ricordi d'infanzia; l'impronta verista, permeata di impegno anche polemico, si stempera in una vena di sottile lirismo.
Cultura per lo sviluppo - L'idea del Parco Letterario scaturisce naturalmente dalla vicinanza tra l'opera e i luoghi: i luoghi reali descritti in molte pagine di Jovine, prima di tutto, e insieme i luoghi profondi dell'ispirazione letteraria dell'autore molisano. Nel Parco, storia, letteratura, tradizioni e natura si compenetrano traducendosi in iniziative turistico-culturali. Perchè queste iniziative nascessero è stato essenziale coinvolgere gli "attori" del territorio - enti locali, associazioni culturali e di categoria, cooperative - sollecitando il loro contributo di idee alla fase di progettazione. La progettazione di un Parco letterario nel Molise si pone in realtà come impresa importante, anche in senso proprio. Il Parco può infatti rappresentare un'occasione, uno strumento e un modello di sviluppo innovativo e riproducibile; un laboratorio di iniziative culturali capaci di valorizzare la ricchezza e l'immagine della regione promuovendola nei circuiti nazionali e internazionali; altre, aperta la strada e stabilito un clima, potranno seguire.
I luoghi del Parco - Molise, provincia di Campobasso, comuni di Guardialfiera e Agnone.
Le iniziative - Un Treno del Parco farà da trait d'union tra le varie attività: rievocazioni storico letterarie, teatro, giochi per ragazzi, cene letterarie, mostre su Jovine e la civiltà contadina, prodotti artigianali, degustazioni enogastronomiche. Si lavorerà al recupero di antiche ricette molisane e alla preparazione di pietanze tipiche. L'esperienza sarà estesa all'artigianato. Verrà messo in scena l'ultimo romanzo di Francesco Jovine, Le terre del Sacramento. I personaggi dell'opera di Jovine saranno rievocati con costumi e dialoghi per le strade del borgo. Percorsi naturalistici ad hoc partiranno dal paese. Verrà bandito il premio letterario internazionale Francesco Jovine
Contado del molise è definitivamente scomparso dai parchi letterari. Perché?

