Il Ponte di Annibale
Foto del ponte prima di essere sommersoQuando nel 1976/77 le acque del Biferno allagarono i terreni a monte della diga di Ponte Liscione formando il Lago di Guardialfiera, sommersero non solo gli orti i Giardini ma anche i resti di un antico ponte chiamato di Sant’Antonio o ponte di Annibale, secondo la tradizione. La tradizione, appunto, vuole che su di esso Annibale con le sue truppe abbia attraversato il Biferno nel recarsi durante la seconda guerra punica nella Puglia. Il Masciotta nel suo “Il Molise dalle origini ai nostri giorni”, così scrive: “La costruzione del Ponte di S. Antonio …. risale forse ai primi tempi angioini, se non pure senz’altro all’epoca romana, come il suo magistero murario autorizzerebbe ad opinare”. Nei “Regesti angioini” è presente un documento che sembra avvalorare l’ipotesi del Masciotta: “Essendo stato abbattuto dalla piena del fiume Biferno un ponte presso Guardia(alfiera), maestro Roberto di Giovanni da Guardia con oblazioni raccolte ne aveva iniziato la ricostruzione; ma, essendo stato derubato di molti materiali, ricorse al re (Carlo I d’Angiò), il quale ordina ai Baroni e agli abitanti del contado di Molise di non toccare i materiali del ponte, sotto pena di dieci once d’oro. Datum in obsidione Luceris, XX agusti, XII ind. (anno 1269)”. D’altronde, l’idea che Annibale abbia attraversato il Biferno in questa zona non è poi così peregrina se si considera questo passo di Polibio: “Il comandante Annibale, informato dagli esploratori che nella campagna intorno a Lucera e Geronio c’era molto frumento e che Geronio era un luogo per natura adatto per raccogliervelo, giudicando di svernare colà, marciò ai piedi del Monte Liburno (l’attuale Monte Mauro) verso le predette città” (Capitolo cento del libro terzo delle “Historiae” di Polibio).Se del ponte restano queste testimonianze, nessuna traccia, invece, vi è della strada che certamente esso doveva servire. E doveva essere certo una strada importante se si considerano le dimensioni notevoli del ponte la cui arcata superstite ha una luce di oltre diciotto metri. Non sappiamo se enti istituzionali, prima della sommersione, abbiano disposto una ricognizione del manufatto per determinarne le caratteristiche e dimensioni.

